Orto della Regina

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Ubicato sul Monte Frascara ad una quota di circa metri 928 s.l.m., il cosid­detto “Orto della Regina” è un recinto megalitico con un unico accesso “a baionetta” (porta scea) sul versante sud-orientale, orientato da sud a nord, della larghezza di circa m. 1,5, e pro­tetto, sul suo lato orientale, da un rudi­mentale quanto singolare bastione. È possibile che in origine vi fosse una rampa ascendente.

Costituito da megaliti trachibasalti- ci di origine locale, disposti su due paramenti paralleli (uno esterno costi­tuito da megaliti spianati a mazza di dimensioni che raggiungono anche i cm. 50 x cm. 100 e uno interno costi­tuito da elementi di proporzioni più ridotte) riempiti con inzeppature silicee di minori dimensioni, il recinto megali­tico è in opus siliceum realizzato secondo la tecnica costruttiva tipica delle popolazioni italiche, ossia sovrapponendo a secco i grossi bloc­chi di pietra, arcuando leggermente a monte la linea muraria priva di torri o merli, inglobando nella muratura ampi spuntoni di roccia (soprattutto sul ver­sante orientale) e adattando l’intera struttura muraria alla geomorfologia del luogo per formare un grande sug- gesto livellato nella sua parte intra moenia fino a fargli assumere l’aspet­to di un enorme gradone dominante la parte extra moenia. L’intera struttura ha la forma di un proiettile con la cuspide rivolta a nord.

Il perimetro murario ha una lun­ghezza totale di circa 180 metri, con larghezza massima di circa m. 35 e lunghezza massima di circa m. 75.

Poiché il recinto megalitico è rea­lizzato in opera silicea “tessuta” alla prima maniera del Lugli, si tende a datare la struttura al Vl-V secolo a.C., ma è ormai noto che il semplice esame dell’opera muraria non è suffi­ciente a fornire datazioni definitive. Solo uno scavo archeologico, con conseguente attento esame dei mate­riali riportati alla luce, potrebbe fornire dettagli probanti.

L’archeologa Gioia Conta Haller, nel 1978, riferì di un «saggio effettuato nel bastione» che «ha permesso di rilevare sotto uno spesso strato di humus, ad una profondità di m. 0,80, uno strato di bruciato, con numerosi frammenti di tegole e ceramica grezza con nucleo scuro lavorata al tornio. Sotto tale strato è stato infine trovato del terreno giallognolo completamente sterile, che potrebbe essere il terreno vergine. Del repertorio formale è rico­noscibile nei ritrovamenti solo un tipo di olla dall’orlo ingrossato, ornato, in un caso, di decorazioni ad intacchi. Altri frammenti di tegole e di ceramica grezza sono stati trovati nel vano della porta e presso l’angolo SE. Il tipo delle tegole con costolature semicircolari coincide con quello trovato sul Monte S. Croce, ed anche la ceramica finora rinvenuta potrebbe appartenere allo stesso ambito cronologico ma essere anche forse più antica» (G. Conta Haller, 1978).

Se rimane, dunque, dubbia l’epo­ca di costruzione delle strutture origi­naria, sembra certo che l’Orto della Regina fu utilizzato fra il IV e il III sec. a.C. come postazione militare d’os­servazione durante i conflitti romano- sannitici.

Ulteriore prova del fatto che il recinto megalitico difendesse piccoli contingenti di soldati che vi si alterna­vano è l’assenza di una grande cister­na. Sia che ad essa si voglia attribuire un valore lustrale (nel caso si conside­ri valida l’ipotesi di un santuario italico) sia che si voglia vedere come vasca di stoccaggio per l’approvvigionamento idrico, essa appare comunque indi­spensabile per qualunque altra posta­zione insediativa con valore non mili­tare. Un’ultima prova della frequenta­zione sporadica del sito da parte di piccoli contingenti militari è data dalle dimensioni abbastanza ridotte dell’a­rea fortificata (ca. 2500 mq.).

Va infine notato quanto riferito dalla suddetta Conta Haller a proposito delle tracce di incendio presenti negli strati di terreno intra moenia. Esse potrebbero significare un assedio e una distruzione, ma ciò si potrà affermare con precisione solo dopo scavi siste­matici, che, per ora, non hanno avuto luogo.

Si ha notizia di nuovi saggi di scavo, effettuati nel 2002 dalle autorità archeologiche competenti sui terreni extra moenia, ma i risultati di tali son­daggi non sono ancora stati divulgati.

fonte C.M.M.S.C.

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